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Un bastoncino allungato e nero, con superficie interamente coperta da cavità tondeggianti e coppelle sovrapposte: questa vietnamite grezza mostra la corrosione tipica delle tektiti indocinesi rimaste a lungo nel suolo tropicale, dove le acque acide scavano la pasta vetrosa.
Il pezzo si sviluppa in lunghezza, leggermente irregolare nei fianchi, con un profilo che si restringe verso l'estremità inferiore e presenta rientranze e sporgenze lungo i bordi. Il nero è profondo e opaco alla luce riflessa, con riflessi grigi sulle creste tra un incavo e l'altro. Nella parte alta si distinguono due depressioni più larghe e profonde, quasi due crateri affiancati.
Le tektiti nascono dalla fusione di rocce terrestri proiettate in aria dall'impatto di un corpo cosmico e ricadute come vetro naturale. La texture a fossette non è originaria: si forma dopo, quando l'esemplare resta sepolto per centinaia di migliaia di anni e la corrosione chimica aggredisce il vetro in modo disomogeneo, allargando le cavità e lasciando in rilievo le zone più resistenti.
La vietnamite del Vietnam appartiene al grande campo di dispersione australasiatico, il più esteso conosciuto. I ritrovamenti della provincia di Phu Yen sono apprezzati dai collezionisti proprio per la scultura superficiale marcata, che distingue questi pezzi dalle tektiti più lisce di altri distretti.
Vietnamite – 13,3g – Huyen Song Hinh – Phu Yen, Vietnam - VI081
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VI081
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