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Un occhio di tigre cabochon di forma quadrata con angoli arrotondati, superficie bombata e lucidatura a specchio. Le bande dorate corrono parallele da un lato all'altro, alternate a fasce più scure, bruno-grigie, che tagliano la pietra a metà altezza.
Il colore va dal miele acceso nella parte alta a toni più spenti, quasi verdastri, dove le fibre cambiano orientamento. Al centro si legge una fascia grigio-brunastra più opaca, con qualche sottile linea scura che attraversa il campo dorato. Il pezzo è opaco, ma la superficie convessa raccoglie la luce in una banda mobile che si sposta inclinando la pietra.
L'occhio di tigre nasce dalla sostituzione progressiva di un minerale fibroso da parte del quarzo, che ne conserva la struttura parallela. Sono proprio quelle fibre allineate, unite agli ossidi di ferro che danno il tono dorato, a produrre il riflesso serico. Il taglio a cabochon con base piatta è l'unico che lo mette in evidenza: una faccettatura lo spegnerebbe.
Il Sudafrica è la provenienza storica di questo materiale e resta il riferimento per la varietà a bande dorate ben contrastate. Il formato quadrato, poco frequente rispetto agli ovali, si presta a montature geometriche o alla conservazione in vassoio come esemplare di riferimento della specie.
Cabochon di occhio di tigre – South Africa - TOK05
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