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Rettangolo a bordi arrotondati, lucidato a specchio: questo occhio di tigre cabochon dal Sudafrica alterna bande verticali giallo-dorate e fasce brune più scure, con il chatoyance che si sposta lungo le fibre quando la pietra ruota sotto la luce.
La superficie mostra un andamento a onde parallele, quasi a strati sovrapposti: fasce ocra luminose separate da linee brune più profonde, con una zona centrale dove il riflesso si concentra in una striscia più chiara. La cupola bassa e uniforme e i fianchi netti restituiscono una lettura pulita del disegno; il perimetro è regolare, senza spigoli vivi.','
L'occhio di tigre nasce dalla sostituzione di fibre di anfibolo da parte della silice, che ne conserva l'orientamento parallelo. È quel reticolo di fibre a produrre il chatoyance: la luce viene riflessa in una banda perpendicolare alle fibre, che scivola sulla pietra col movimento. Il taglio a cabochon con base piatta è la forma pensata proprio per esaltare questo effetto.
Il Sudafrica è la provenienza classica di questo materiale, legata alle formazioni ferrifere della regione del Northern Cape, dove le vene fibrose vengono estratte da decenni. Nella tradizione dei cristalli l'occhio di tigre è associato alla determinazione e alla concentrazione, ed è tra le pietre più richieste da chi lavora con i minerali in ambito meditativo.
Cabochon di occhio di tigre – South Africa - TOK04
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