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Due cristalli di rubino allineati emergono dalla sommità di una matrice bianca e compatta, come se seguissero la stessa fessura della roccia. Il resto dell'esemplare è un campo chiaro, percorso da lamelle lucide che catturano la luce a ogni rotazione.
Il più alto è un prisma tozzo dal rosa-magenta intenso, con superfici leggermente scabre e qualche riflesso vetroso sugli spigoli; il secondo, immediatamente sotto, è più corto e di tonalità più fredda, con una piccola cavità scura visibile al centro. L'allineamento non è casuale: in questi esemplari i cristalli tendono a crescere lungo piani di debolezza della roccia incassante, che li ha protetti fino all'estrazione.
Il supporto è biancastro, da opaco a lievemente traslucido sui bordi assottigliati, con una tessitura fatta di piccole lamelle intrecciate che disegnano un reticolo irregolare. Qua e là si notano minuscoli punti azzurrini dispersi nella massa. Il profilo esterno resta grezzo, non rifilato, con margini irregolari che testimoniano la rottura naturale del blocco.
La valle dell'Hunza, nel nord del Pakistan, è uno dei toponimi più noti tra chi colleziona rubino su matrice: i suoi esemplari sono riconoscibili proprio per l'accostamento fra il rosso del corindone e il bianco della roccia. Un rubino Pakistan di questo tipo si colloca a metà strada fra il campione mineralogico e il pezzo da esposizione.
Ruby su Matrix – Hunza Valley, Pakistan - RUB10
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RUB10
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