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Cabochon ovale di pietersite in cui il blu-grigio delle fibre si alterna a zone quasi nere e a vene ocra di ossidi di ferro. La superficie lucidata restituisce il tipico gioco di luce che scivola da un ciuffo fibroso all'altro cambiando angolo.
Le fibre non seguono una direzione unica: partono da più centri e si incrociano, formando ventagli chiari che tagliano campi scuri quasi opachi. Lungo alcune fratture corrono infiltrazioni giallo-brune, con piccole macchie granulose concentrate sui bordi e nella parte inferiore. Qualche linea bianca più netta attraversa il centro, dove il materiale appare più trasparente e profondo.
La pietersite nasce dalla brecciatura di un materiale fibroso a base di anfiboli, poi ricementato da silice. I frammenti si sono spostati e ruotati prima di essere sigillati: per questo le fibre puntano in direzioni diverse e la luce si accende a zone anziché in una banda continua come nell'occhio di tigre.
La pietersite proviene dall'area di Outjo, in Namibia, dove fu individuata negli anni Sessanta; resta la provenienza di riferimento per il materiale blu. Nella tradizione dei cristalli la pietersite namibiana è associata al tema della determinazione, e chi la usa in meditazione la accosta spesso alle pietre di colore blu.
Cabochon di pietersite – Outjo, Namibia - PK01
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PK01
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