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Un frammento di ossidiana grezza di Brehov dalla superficie completamente butterata: il nero opaco è interrotto da decine di cavità tondeggianti di dimensioni diverse, che danno al pezzo un aspetto spugnoso più vicino a una scoria vulcanica che al vetro lucido a cui si pensa di solito.
Quelle cavità sono bolle di gas rimaste intrappolate nel magma mentre si raffreddava troppo in fretta perché i minerali potessero cristallizzare. Il vetro si è solidificato attorno ai vuoti e la successiva erosione ne ha aperti molti in superficie, lasciando i bordi delle celle esposti. Nella foto si distinguono nettamente sia i fori più larghi e profondi sia la microporosità che rende opaco il resto della massa, con qualche riflesso vetroso sugli spigoli.
Brehov si trova nella Slovacchia orientale, in un'area segnata dal vulcanismo neogenico dei Carpazi interni. L'ossidiana slovacca, storicamente nota come carpatianite, proviene da colate riolitiche e fu materia prima per utensili litici già in preistoria, viaggiando su lunghe distanze commerciali.
L'ossidiana Brehov interessa soprattutto per la provenienza documentata e per le forme naturali: un pezzo vescicolare come questo mostra la storia del degassamento meglio di un frammento conchoidale lucido. La forma è irregolare, con un profilo grossomodo triangolare e bordi arrotondati dall'alterazione.
Ossidiana 8,4g – Brehov, Slovakia - OB194
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OB194
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