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Frammento triangolare di ossidiana grezza da Brehov, in Slovacchia: un vetro vulcanico nero che alla luce diretta schiarisce verso il grigio fumo sulla punta, mentre la base resta profondamente scura e quasi impenetrabile allo sguardo.
La sagoma è a cuneo, più larga alla base e affusolata verso l'alto. La superficie non è liscia: alterna zone butterate da piccole cavità e depressioni a facce più piatte e leggermente lucide, dove il vetro riflette la luce. Sui bordi si leggono spigoli irregolari, tipici della frattura concoide, e in una rientranza laterale compare una minuscola inclusione chiara.
L'ossidiana nasce da lava riolitica raffreddata così in fretta da non lasciare tempo ai minerali di cristallizzare: il risultato è un vetro naturale, senza reticolo ordinato. I depositi della Slovacchia orientale, legati al vulcanismo dei Carpazi, hanno fornito materia prima per utensili già in preistoria, e l'ossidiana Brehov resta un riferimento riconoscibile per chi colleziona vetri vulcanici europei.
Un esemplare non lavorato conserva le superfici naturali di frattura e le irregolarità della roccia, informazioni che il taglio cancella. Per questo i collezionisti tendono a preferire il grezzo: mostra il materiale com'è uscito dal giacimento, non come l'ha reso una mola.
Ossidiana 7,1g – Brehov, Slovakia - OB151
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OB151
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