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Una fetta sottile e allungata di meteorite Jikharra, tagliata e levigata su un lato, dal colore grigio-verdastro uniforme. Il profilo è irregolare, con bordi netti da taglio su alcuni lati e margini più spezzati sugli altri, e la superficie appare opaca, punteggiata da minuti granuli scuri.
La sigla eucrite-melt breccia racconta una storia precisa: frammenti di crosta basaltica frantumati da un urto e risaldati insieme da materiale fuso. Nella foto questo si legge nella grana fine e disomogenea della superficie levigata, dove il fondo grigio è interrotto da punti più scuri e da piccole variazioni di tono, senza cristalli grandi o strutture metalliche visibili.
Le eucriti appartengono al gruppo HED, acondriti prive di condrule che gli studiosi collegano all'asteroide Vesta. Sono rocce ignee, sorprendentemente simili nell'aspetto ai basalti terrestri: chi le colleziona lo fa proprio per questo, avere in mano un pezzo di crosta differenziata di un altro corpo del sistema solare.
Il Sahara restituisce meteoriti in quantità per ragioni pratiche: la superficie chiara del deserto mette in evidenza le pietre scure, il clima arido ne rallenta l'alterazione e mancano rocce terrestri che possano confonderle. Un meteorite Libia come questo, ritrovato in quel contesto, arriva con una storia di recupero ben documentata.
Meteorite Jikharra 001 – 0,7g – Libia - MEJI09
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MEJI09
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