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Una faccia levigata che mette in mostra decine di piccole sfere chiare immerse in una massa verde-bruna: questo meteorite Dar al Gani racconta, in pochi millimetri di superficie tagliata, la struttura granulare tipica delle condriti ritrovate nel deserto libico.
Il taglio lucido rivela un fondo scuro, tra il verde oliva e il grigio-bruno, punteggiato da innumerevoli tondini più chiari, alcuni giallastri, altri quasi trasparenti. Sono le condrule, goccioline di silicato solidificate nella nebulosa prima che si formassero i pianeti. Attraversano la superficie sottili venature biancastre, ramificate come crepe riempite, mentre il bordo resta irregolare e ancora ruvido, con toni più verdi e ossidati.
La zona di Dar al Gani è uno dei campi di ritrovamento più prolifici al mondo: pianure calcaree chiare, prive di vegetazione, dove una pietra scura si nota a distanza e resta conservata per millenni grazie all'aridità. Le infiltrazioni carbonatiche del suolo spiegano le venature bianche che si vedono su molti esemplari, questo compreso.
In un meteorite Libia di piccola taglia il valore documentario sta tutto nella faccia tagliata: densità e nitidezza delle condrule, contrasto con la matrice, presenza di venature. Qui la superficie levigata permette di leggerle a occhio nudo, senza bisogno di lente.
Meteorite Dar al Gani (DaG) 5,8g – Sahara, Libia - MEDG15
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MEDG15
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