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Una sottile lamina grigia poggiata su un dischetto bianco, chiusa in un box da collezione: questo meteorite Bechar arriva dalle hamada algerine, dove il clima arido ha conservato per secoli frammenti caduti dalla Luna prima che qualcuno li raccogliesse.
Le pietraie e le distese sassose del sud algerino sono fra i terreni di caccia più produttivi al mondo. Le piogge rare rallentano l'ossidazione, il suolo chiaro e uniforme fa risaltare le croste scure, e intere generazioni di cercatori locali setacciano a piedi gli stessi settori. Da qui provengono molte delle lunari oggi in circolazione, e il materiale trovato nel 2023 nell'area di Adrar si inserisce in questa tradizione di ritrovamenti seriali.
Il taglio lascia leggere un impasto grigio-verdastro attraversato da frammenti biancastri e da zone più scure, con contorni netti fra le varie componenti. Il lato lucidato è opaco, quasi setoso, mentre il perimetro resta irregolare e spezzato, con una sottile orlatura chiara su un lato. Lo spessore minimo rende la lamina quasi una sezione da microscopio portata su scala visibile a occhio nudo.
La scatolina trasparente con l'etichetta lunare assolve a una funzione pratica: un frammento così sottile va maneggiato il meno possibile. Il contenitore permette di osservare entrambi i lati senza toccarli e di allineare il pezzo ad altri esemplari su uno scaffale, formato ormai standard per chi colleziona micro-campioni planetari.
Meteorite lunare Adrar 013 – 1,1g – Algeria - MEAD64
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