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Un frammento di vetro libico dal profilo quasi triangolare, giallo paglierino chiaro e traslucido, attraversato da una nuvola densa di puntini bianchi opachi. Sono le inclusioni di sabbia rimaste intrappolate nel vetro fuso, la firma più riconoscibile di questo materiale del Sahara orientale.
Le macchie chiare distribuite nel corpo del pezzo, alcune isolate e altre raggruppate in banchi lattiginosi, sono residui di materiale sabbioso non completamente fuso e bolle rimaste sigillate. Il vetro libico nasce dalla fusione di sabbie silicee quasi pure a temperature altissime: quando il raffreddamento è rapido, ciò che non ha avuto tempo di omogeneizzarsi resta imprigionato esattamente dov'era.
Il corpo è traslucido lungo i bordi, dove lo spessore si assottiglia e il giallo si schiarisce quasi a incolore, mentre al centro le inclusioni bloccano il passaggio della luce e creano una zona più torbida. Ruotando il pezzo si nota una piccola protuberanza arrotondata sulla sommità e diverse cavità puntiformi scavate sulla superficie.
Il vetro libico della Libia è tra le tektiti più discusse per l'origine dell'impatto che lo ha generato. Gli esemplari con inclusioni ben visibili sono apprezzati proprio perché mostrano il processo di formazione invece di nasconderlo: raccontano più di un pezzo perfettamente limpido.
Vetro del deserto libico con inclusioni di sabbia – 8,5g - LPI29
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LPI29
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