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Un frammento di vetro libico dal profilo affusolato, quasi a goccia, con il corpo diviso fra una zona superiore quasi incolore e velata e una base che vira a un giallo miele più caldo. La luce lo attraversa per intero.
La caratteristica che salta all'occhio sono i puntini bianchi opachi distribuiti nella massa, alcuni tondeggianti e in rilievo, altri affiorati sulla superficie. In questo materiale sono relitti della sabbia di partenza non completamente fusa, oppure fasi di silice ricristallizzata durante il raffreddamento. Sono la prova diretta che il vetro nasce da sedimenti quarzosi portati a temperature altissime e solidificati in fretta, senza tempo per omogeneizzarsi.
Il vetro libico si raccoglie in superficie fra i campi di dune del Great Sand Sea, al confine fra Libia ed Egitto. È una silice quasi pura, molto più chiara delle altre tektiti, e la sua genesi resta legata a un evento di impatto o a un'esplosione atmosferica sopra il deserto. Il colore giallo di questo esemplare è il tono che ha reso il materiale riconoscibile fra i collezionisti.
I bordi sono arrotondati e irregolari, senza fratture fresche, e la superficie ha un aspetto satinato con piccole depressioni e qualche cavità puntiforme: il risultato di lunga permanenza fra sabbia e vento. Un formato da mano, comodo da osservare in controluce.
Vetro del deserto libico con inclusioni di sabbia – 5,8g - LPI28
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LPI28
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