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Frammento di vetro libico dal profilo affusolato, con una punta stretta in basso e un rigonfiamento arrotondato in alto. Il colore va dal giallo miele nella parte inferiore a un tono più pallido e lattiginoso verso l'estremità superiore.
All'interno si distinguono punti scuri e piccole scie chiare intrappolate nella massa vetrosa: residui di materiale non fuso completamente inglobati durante la formazione. Sono proprio queste inclusioni a raccontare la storia del pezzo, perché testimoniano una fusione rapida e incompleta della sabbia silicea del deserto, congelata poi in vetro prima che tutto potesse omogeneizzarsi.
Il frammento non è trasparente in modo uniforme: la zona bassa lascia passare la luce con un giallo caldo e limpido, mentre la parte alta appare velata, quasi opalescente. Questa alternanza di aree chiare e torbide è tipica del vetro libico e permette di leggere le diverse densità del materiale semplicemente ruotandolo davanti a una fonte luminosa.
Il vetro libico proviene da un'area circoscritta del Sahara orientale, in Libia, dove affiora in frammenti sparsi sulla sabbia. La sua origine è legata a un evento a temperature altissime che fuse la silice del deserto; il dibattito scientifico sul meccanismo esatto resta aperto, ed è parte di ciò che lo rende interessante per chi colleziona tektiti.
Vetro del deserto libico con inclusioni di sabbia – 4,7g - LPI31
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LPI31
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