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Un frammento di vetro libico grezzo dal contorno frastagliato, giallo pallido e traslucido, che lascia passare la luce lungo tutto lo spessore. La superficie è modellata da cavità arrotondate e rilievi bombati, con alcune bolle scure ben visibili verso il centro.
Le forme morbide che si alternano agli incavi non sono frattura recente: sono il risultato di un lungo lavoro di abrasione eolica nel Grande Mare di Sabbia. La sabbia trasportata dal vento smussa gli spigoli e scava le depressioni, lasciando quel rilievo ondulato che si riconosce al tatto. I bordi restano invece dentellati e sottili, quasi taglienti in alcuni punti, dove il materiale si assottiglia fino a diventare quasi trasparente.
All'interno si notano piccole inclusioni scure e alcune bolle circolari, testimonianza dei gas rimasti intrappolati mentre la massa fusa si raffreddava rapidamente. Alcune zone appaiono più lattiginose, con velature biancastre che interrompono la trasparenza; altre restano limpide e mostrano il tipico giallo miele. Per chi colleziona tektiti, questi dettagli interni sono spesso il criterio con cui si distingue un pezzo dall'altro nella stessa gamma.
Il vetro libico dell'Eastern Sahara si trova disperso in superficie tra le dune, in un'area remota al confine tra Libia ed Egitto. La sua origine è legata a un evento di impatto ad altissima temperatura, capace di fondere le sabbie silicee del deserto.
Vetro del deserto libico 5,6g - LPS220
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LPS220
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