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Un frammento di roccia mineralizzata da Zlate hory, in Repubblica Ceca, dove l'oro nativo grezzo si distribuisce in una patina di minute scaglie metalliche che accendono la superficie ogni volta che la luce cambia angolo.
La forma è irregolare e allungata, con profilo arrotondato e bordi smussati. Il fondo alterna zone ocra e brune a chiazze nere lucide e a un'area biancastra sul lato inferiore. Su tutta la faccia principale si distribuisce un velo di microgranuli metallici giallo pallido, più fitto al centro. La superficie è ruvida, opaca, per nulla trasparente, con piccole cavità e rilievi.
Il nome stesso della località significa "monti d'oro": l'area della Slesia ceca è stata coltivata per secoli per i suoi filoni auriferi, legati a mineralizzazioni idrotermali in rocce metamorfiche. L'oro nativo di Zlate hory si presenta tipicamente disseminato nella ganga, non in pepite isolate, ed è proprio questa forma di occorrenza a rendere riconoscibile la provenienza.
Un campione di oro nativo dalla Repubblica Ceca ha valore soprattutto come documento di località storica: si colleziona la miniera prima ancora del metallo. Conta l'integrità della matrice, la leggibilità delle scaglie a occhio nudo e la coerenza con il tipo di giacimento.
Oro – Zlate hory, CZ - ZL201
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ZL201
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