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Un frammento di roccia ocra e ruggine, con grani di quarzo grigio-vitreo cementati da ossidi di ferro: è in questa matrice che si cerca l'oro nativo grezzo di Zlate hory, uno dei distretti auriferi storici dell'Europa centrale.
La forma è irregolare, spezzata, con bordi vivi che rivelano la frattura della roccia. Il colore va dal giallo-bruno intenso alle zone più scure, quasi nerastre, dove gli ossidi si concentrano; tra i granuli affiorano superfici traslucide di quarzo. Nella parte alta si distingue un punto metallico giallo, brillante, netto sullo sfondo opaco: è il particolare intorno al quale si legge tutto il resto dell'esemplare.
Nei campioni di oro nativo in matrice il collezionista non guarda solo il metallo, ma il contesto che lo ospita. Il quarzo con forte alterazione ferrosa è tipico delle porzioni ossidate di filone, dove la roccia originaria si è arrossata per la degradazione dei solfuri. Conservare l'oro nella sua roccia significa mantenere leggibile questa storia geologica, cosa che un granello isolato non permette.
Il nome della località significa letteralmente monti d'oro e rimanda a secoli di attività estrattiva nella Slesia ceca. Per chi costruisce una raccolta per provenienza, l'oro nativo della Repubblica Ceca è una voce classica e non facile da reperire in campioni di piccolo formato come questo, presentato in scatolina da collezione.
Oro – Zlate hory, CZ - ZL121
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ZL121
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