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Un dente di orso delle caverne conservato integro, con radice e corona ancora unite: fra i resti fossili grezzo della Slovacchia è il tipo di reperto che permette di leggere l'anatomia dell'animale senza bisogno di preparazione o restauro.
Nella foto la corona spicca per il colore chiaro, quasi bianco-avorio, con una superficie smaltata percorsa da linee di frattura sottili che ne disegnano i settori. Sotto, la radice cambia completamente registro: lunga, conica e leggermente ricurva, di un ocra caldo che vira all'arancio nella zona più lucida al centro. Il contrasto fra le due parti è netto e rende immediatamente riconoscibile la struttura del dente.
La tinta ambrata della radice non è originaria: deriva dai minerali dei sedimenti in cui il dente è rimasto sepolto durante il Pleistocene. Lo smalto della corona, più compatto e meno poroso, ha assorbito molto meno e ha mantenuto il tono chiaro. È una differenza che si osserva spesso nei resti fossili Slovacchia provenienti da riempimenti carsici.
In un dente di Ursus spelaeus contano l'integrità dell'apice radicolare, la tenuta dello smalto e l'assenza di incollaggi. Qui la radice arriva completa fino alla punta arrotondata e la superficie mostra solo l'usura naturale del seppellimento.
Dente fossile di orso delle caverne (Ursus spelaeus) 3,7cm – Slovakia - ZME16
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ZME16
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