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Su una massa compatta di cristalli bianchi lattiginosi si apre un ventaglio di prismi verdi disposti a raggiera: questo smeraldo grezzo di Muzo mostra il berillo cromifero ancora incastonato nella matrice carbonatica che lo ha generato.
La matrice è formata da cristalli tabulari biancastri, opachi e leggermente traslucidi sugli spigoli, addossati l'uno all'altro fino a costruire un blocco arrotondato. Al centro i prismi verdi si irradiano da un punto comune, con tonalità che passano dal verde acqua tenue a un verde più saturo nelle porzioni più spesse. Altri fasci minori affiorano lungo i fianchi. Compaiono qua e là piccole zone scure metalliche tra i cristalli chiari.
Gli smeraldi colombiani non nascono in pegmatiti come altrove, ma in vene idrotermali entro le rocce sedimentarie nere della cordigliera orientale: fluidi caldi hanno mobilitato berillio e cromo, depositandoli insieme a calcite, dolomite e pirite. Da qui la tipica associazione con la matrice bianca. Muzo – Boyaca è il distretto che ha reso questo tipo di giacimento un riferimento mondiale.
In un esemplare da matrice il valore descrittivo sta nel rapporto tra cristalli e supporto: la disposizione raggiata, la leggibilità delle facce prismatiche e il contrasto cromatico contano più della trasparenza. Un pezzo di questo tipo si espone frontalmente, con luce laterale che accende i fasci verdi.
Smeraldo – Muzo – Boyaca, Colombia - SM106
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SM106
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