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Una lamina sottile a profilo di goccia, con la superficie interamente scolpita da una trama a celle poligonali che ricorda un nido d'ape. Questa ossidiana grezza dei Carpazi slovacchi appartiene alla tipologia che i collezionisti chiamano riccio.
Il nome deriva dall'aspetto irto della superficie: creste rilevate che si intersecano delimitando piccole cavità arrotondate, fitte e regolari su entrambe le facce visibili. È il risultato della corrosione naturale del vetro vulcanico rimasto a lungo nel terreno, dove acque e agenti chimici attaccano il materiale in modo disomogeneo, incidendo le zone più vulnerabili e lasciando in rilievo il reticolo.
Lo spessore è minimo e il contorno risulta frastagliato, con intaccature e piccoli scalini lungo i margini, soprattutto sul lato sinistro. In controluce riflessa il colore appare grigio argenteo, con toni più scuri nel fondo delle celle e lumeggiature chiare sulle creste. La forma complessiva resta comunque leggibile come una goccia allungata, più larga in basso.
L'ossidiana della Slovacchia si è formata dal raffreddamento rapido di lave acide, che ha impedito la cristallizzazione lasciando un vetro naturale. Rispetto ai materiali compatti e lucidi di altre provenienze, gli esemplari dei Carpazi arrivano spesso proprio con questa erosione superficiale, che li rende immediatamente riconoscibili in vetrina.
Ossidiana carpatica 0,8g (Riccio) – Slovakia - OBJ180
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OBJ180
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