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Frammento nero di bilitonite grezzo dal profilo irregolare, quasi triangolare, con una punta smussata in alto e un bordo inferiore frastagliato. La superficie alterna zone lucide a scaglie e solchi opachi, con riflessi bruni dove la luce colpisce di taglio.
A Belitung questa tektite è conosciuta come Batu Satam, la pietra che i minatori incontravano scavando i depositi alluvionali di stagno dell'isola. Il termine appartiene alla parlata locale e ha accompagnato per generazioni il ritrovamento di questi vetri neri nelle sabbie, molto prima che venissero classificati fra le tektiti.
Le tektiti come la bilitonite indonesia devono la loro morfologia a due fasi distinte: la solidificazione rapida del vetro fuso in volo e la successiva corrosione chimica nei sedimenti. Su questo esemplare si leggono entrambe, con creste taglienti e incavi arrotondati che si alternano su facce diverse dello stesso frammento.
La bilitonite Belitung appartiene al vasto campo sparso australasiatico, lo stesso che comprende le indocinite. Un frammento piccolo e grezzo come questo si presta a chi costruisce una raccolta comparativa di tektiti per località, dove conta l'origine precisa più della dimensione del pezzo.
Bilitonite "Batu Satam" 1g – Belitung, Indonesia - BI123
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BI123
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