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Un piccolo frammento di bilitonite grezzo dal profilo irregolare, quasi stellato, con punte che sporgono ai bordi. La superficie nera lucida è interamente scavata da cavità tondeggianti ravvicinate, che catturano la luce in decine di riflessi puntiformi.
La texture butterata è il tratto che definisce questo esemplare: incavi emisferici di dimensioni diverse, addossati l'uno all'altro fino a lasciare tra loro solo creste sottili e taglienti. In alcune depressioni si intravede una tonalità bruno-ambrata quando la luce le attraversa di sbieco, mentre nel complesso il vetro appare nero e opaco. I bordi non sono arrotondati ma frastagliati, con spuntoni che seguono l'andamento delle cavità stesse.
Nelle tektiti la scultura superficiale non è originaria: il vetro fuso, una volta atterrato, resta a lungo sepolto nei suoli e viene aggredito dalle acque acide, che ne asportano materiale in modo disomogeneo. Il risultato sono le tipiche cupole e i solchi che caratterizzano la bilitonite Belitung, distinguendola a colpo d'occhio dalle superfici più lisce di altre tektiti.
A Belitung questi vetri sono conosciuti localmente come batu satam e sono stati storicamente recuperati dagli scavi minerari di stagno dell'isola. La bilitonite Indonesia appartiene allo stesso grande evento che ha disseminato tektiti sull'area australasiatica, e resta un pezzo ricercato da chi costruisce una collezione tematica di tektiti per provenienza.
Bilitonite "Batu Satam" 1,6g – Belitung, Indonesia - BI085
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BI085
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