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Frammento nero di bilitonite levigato dai processi naturali di Belitung, tenuto tra le dita per dare la scala. La forma è irregolare, quasi a cuneo, con una punta dentellata in alto e un corpo più pieno alla base.
Il colore è nero profondo, ma sui bordi più sottili la luce passa e vira verso il bruno caldo, con un accenno di giallo sulla punta. La superficie non è uniforme: alterna zone lucide e vetrose a incavi e scanalature scavate, con creste taglienti e piccole cavità arrotondate. È la scultura tipica delle tektiti indonesiane, prodotta dalla corrosione chimica nel suolo tropicale dopo la caduta.
Sull'isola di Belitung la bilitonite è nota come batu satam e viene ritrovata soprattutto nei depositi alluvionali sfruttati per lo stagno. Appartiene alle tektiti, vetri naturali nati dalla fusione della roccia terrestre nell'impatto di un corpo extraterrestre e proiettati in aria prima di solidificare. La bilitonite indonesiana rientra nel campo sparso australasiano, il più esteso e recente tra quelli conosciuti.
Un pezzo di questo formato serve a completare una serie di campioni per confronto: accanto a moldavite e ad altre tektiti mostra bene quanto varino colore, trasparenza e tipo di scultura superficiale a seconda del campo di caduta.
Bilitonite "Batu Satam" 0,3g – Belitung, Indonesia - BI057
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BI057
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