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Cabochon a goccia in lapis lazuli dell'Afghanistan, con superficie levigata e bombatura appena accennata. Il blu profondo domina la pietra, attraversato da venature bianche sottili e da chiazze più chiare, mentre piccoli punti dorati di pirite risaltano soprattutto lungo il margine sinistro.
La forma è una goccia dai bordi netti e regolari, con punta arrotondata e fianchi simmetrici. Il colore non è uniforme: il blu intenso si schiarisce in aree biancastre e in nuvole grigio-azzurre verso il vertice, mentre una vena chiara sottile scende lungo la parte inferiore. La pietra è opaca, con riflesso satinato uniforme. Gli inclusi dorati formano piccoli aggregati irregolari, alcuni allineati come una scia diagonale.
Il lapis lazuli dell'Afghanistan proviene da marmi metamorfici formatisi per trasformazione di calcari, dove la lazurite cristallizza insieme a calcite e pirite. Sono proprio questi tre minerali a spiegare quello che si vede: il blu della lazurite, il bianco della calcite, i punti metallici della pirite. Le miniere della regione del Badakhshan sono sfruttate da millenni e restano il riferimento storico per questo materiale.
Il cabochon liscio, senza foro, si presta alla montatura in argento come pendente a goccia, ma resta godibile anche come pezzo da collezione da tenere in mano. Nella tradizione dei cristalli il lapis lazuli è associato all'introspezione e alla parola, ed è tra le pietre più citate nelle pratiche di meditazione.
Lapis lazuli cabochon – Afghanistan - LLK08
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LLK08
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