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Cabochon ovale a superficie liscia e leggermente bombata, con un blu profondo attraversato da nuvole bianche di calcite e da piccoli punti dorati di pirite, più concentrati lungo i bordi e nella zona inferiore.
Il colore non è uniforme: nella parte alta la tonalità si schiarisce in velature azzurre, mentre al centro il blu resta pieno e saturo. Le screziature chiare disegnano macchie irregolari, alcune sottili come filamenti, altre più estese. La lucidatura è omogenea e restituisce riflessi morbidi, senza spigoli: i bordi sono arrotondati e il retro piatto, tipico del taglio a cabochon.
Il lapis lazuli dell'Afghanistan proviene dai giacimenti del Badakhshan, sfruttati da millenni: qui la lazurite si è formata per metamorfismo di contatto in marmi dolomitici, accompagnata da calcite e pirite. Sono proprio questi minerali associati a dare le venature bianche e le scintille dorate che si osservano nel pezzo, tratti riconoscibili del materiale afghano rispetto ad altre provenienze.
Il formato ovale con retro piano è pensato per essere incastonato in un pendente o in un anello, ma regge bene anche la mano nuda, dove la superficie lucida e il peso contenuto lo rendono una pietra da tenere. Nella tradizione dei cristalli il lapis lazuli è associato all'espressione e alla riflessione interiore.
Lapis lazuli cabochon – Afghanistan - LLK02
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LLK02
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