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Una scheggia allungata di vetro libico grezzo, dal profilo affusolato che si restringe verso l'alto in una punta smussata. Il colore vira dal giallo miele carico al beige quasi incolore nella parte superiore, con trasparenza diffusa che lascia passare la luce lungo tutto il corpo.
La faccia visibile è percorsa da solchi paralleli e leggere creste che seguono l'asse lungo del frammento, tipiche dell'abrasione eolica: sabbia sospinta dal vento per millenni ha inciso e lucidato il vetro. I bordi restano frastagliati e irregolari, con piccoli scalini di frattura sul lato destro. All'interno si intravedono velature lattiginose e qualche punto scuro isolato.
Il vetro libico si trova solo in un'area circoscritta del Great Sand Sea, tra Libia ed Egitto: campi di frammenti sparsi tra le dune, resto di un evento termico avvenuto circa 29 milioni di anni fa. È fra le tektiti più ricche di silice conosciute, e questo spiega la trasparenza vetrosa e il colore giallo che lo distingue da moldaviti e indochiniti.
La forma stretta e leggera rende il pezzo comodo da tenere tra le dita, adatto sia alla vetrina sia a chi lo maneggia spesso. Nella tradizione dei cristalli il vetro libico è associato all'energia solare e viene scelto da chi pratica meditazione, senza che a ciò corrisponda alcun effetto verificabile.
Vetro del deserto libico 7,4g - LPS229
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LPS229
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