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Un frammento allungato di vetro libico grezzo, dal giallo miele pallido e dalla trasparenza piena: in controluce lascia passare la luce quasi come una resina. La superficie è tutta un susseguirsi di conche, bolle affiorate e rilievi arrotondati dal vento del deserto.
Guardando il pezzo si notano depressioni tondeggianti di dimensioni diverse, alcune profonde, altre appena accennate, alternate a creste lucide. Sono il risultato dell'abrasione eolica e della corrosione chimica subita per millenni nella sabbia. All'interno si intravedono zone lattiginose e velature biancastre, insieme a piccole cavità e sottili fratture interne che catturano la luce. I bordi sono irregolari, mai taglienti, smussati dall'esposizione prolungata.
Il vetro libico dell'Eastern Sahara si è formato dalla fusione di sabbie silicee quasi pure a temperature altissime, in seguito a un evento d'impatto avvenuto nel deserto tra Libia ed Egitto. Il contenuto di silice elevatissimo spiega la trasparenza e quel giallo caratteristico, molto diverso dal verde scuro delle moldaviti o dal nero delle tektiti australasiatiche.
In un esemplare grezzo come questo si valutano la limpidezza, la tonalità e soprattutto l'integrità della superficie naturale, che racconta la storia del pezzo. Il vetro libico dalla Libia resta uno dei materiali da impatto più riconoscibili e ricercati nelle collezioni di tektiti.
Vetro del deserto libico - 5,9g - LPS047
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LPS047
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