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Un frammento di vetro libico grezzo dal profilo irregolare, giallo miele che si schiarisce verso i margini fino a un tono quasi incolore. La superficie è tutta un rilievo di bozzi arrotondati e piccole cavità, tipici di un materiale mai lavorato dall'uomo.
Guardando in controluce si nota come la trasparenza cambi da zona a zona: alcune parti lasciano passare la luce quasi pulite, altre appaiono lattiginose per via della microstruttura interna e delle bolle. I bordi non sono spigolosi ma smussati, arrotondati dall'abrasione del vento e della sabbia. Le concavità sulla faccia superiore sono la traccia diretta di questa erosione prolungata nel deserto.
Il vetro libico proviene dall'Eastern Sahara, nell'area desertica tra Libia ed Egitto, e si raccoglie sparso in superficie sui corridoi sabbiosi tra le dune. È una tektite silicea, formata dalla fusione di sabbie quarzose per effetto di un evento di altissima temperatura. La sua composizione, molto ricca in silice, spiega la trasparenza insolita rispetto ad altre tektiti scure come la moldavite.
In un pezzo di vetro libico grezzo il pregio sta nell'integrità della superficie naturale: nessun taglio, nessuna lucidatura, solo la forma modellata dal deserto. Questo esemplare tiene insieme colore caldo, buona luminosità e un rilievo superficiale leggibile, adatto a chi cataloga tektiti per località.
Vetro del deserto libico - 3,3g - LPS058
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LPS058
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