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Un pendente in bilitonite che conserva intatta la superficie naturale del frammento: sagoma a goccia irregolare, nero pieno e lucido, percorsa da scheggiature concoidi che riflettono la luce a placche. Il cappio in argento rodiato è fissato direttamente sulla punta superiore.
Guardando il pezzo si notano piani di frattura netti che si intersecano, tipici del vetro naturale: la luce si spezza in riflessi angolari lungo le creste, mentre le zone più incavate restano cupe. I bordi sono taglienti e irregolari, senza alcuna levigatura, e sul fianco destro un piccolo intacco interrompe il profilo. Nessuna faccia è uguale all'altra, e la trasparenza si intuisce solo sui bordi più sottili.
La bilitonite prende il nome dall'isola di Belitung, in Indonesia, dove questa tektite viene raccolta nei depositi sedimentari e nelle sabbie alluvionali. Come tutte le tektiti nasce dalla fusione di roccia terrestre proiettata in atmosfera dopo un impatto meteoritico, poi risolidificata in caduta. Mantenerla grezza, come in questo caso, è la scelta di chi vuole leggere la storia del frammento invece di una forma imposta dal taglio.
Ciondolo di bilitonite in argento 6,6g - SP/BI042
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SP/BI042
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