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Un pendente in bilitonite che conserva la frattura naturale del vetro: massa nera e lucida, quasi opaca alla luce, con superficie spezzata in faccette concoidi che riflettono in modo irregolare. La montatura è un semplice cappuccio in argento rodiato con anello mobile.
Le tektiti sono vetri naturali, prive di struttura cristallina: quando si rompono lo fanno per frattura concoide, come l'ossidiana. Qui si vede bene, con creste taglienti, piccole cavità e bordi frastagliati lungo tutto il perimetro. Il colore è nero uniforme, con qualche riflesso più chiaro dove la superficie è più lucida. Nessuna sfaccettatura artificiale: la bilitonite grezza è stata solo pulita e montata.
La bilitonite prende il nome dall'isola di Belitung, in Indonesia, dove viene raccolta nei terreni alluvionali e nelle sabbie stannifere. Appartiene al vasto campo di dispersione australasiatico, lo stesso che comprende gli altri vetri d'impatto del Sud-Est asiatico. Per un collezionista di tektiti è una località di riferimento, meno battuta delle moldaviti boeme.
Ciondolo di bilitonite in argento 5,4g - SP/BI006
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SP/BI006
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