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Un frammento di matrice grigia, compatta e cristallina, su cui affiorano piccoli cristalli verdi di smeraldo grezzo distribuiti in gruppi irregolari. Il pezzo arriva da Muzo, nel dipartimento di Boyacá, il distretto che ha reso celebre lo smeraldo colombiano.
La roccia si presenta grigio chiara, percorsa da zone più scure e da un fitto reticolo di cristalli translucidi incolori che le danno un aspetto zuccherino. Al centro si apre una cavità dove i cristalli si fanno più liberi e definiti. Sul bordo destro spicca un gruppo verde intenso, ben faccettato e traslucido; altri cristalli verdi, più piccoli e sparsi, punteggiano la parte inferiore e il margine superiore.
Gli smeraldi colombiani non nascono in pegmatiti come altrove, ma in vene idrotermali sedimentarie: fluidi caldi hanno attraversato calcari neri e scisti bituminosi, depositando calcite, quarzo, pirite e berillo verde. È questa genesi particolare a spiegare la matrice chiara e carbonatica di questo esemplare e la presenza di minuscoli punti metallici visibili sulla superficie.
Un esemplare da matrice si legge nel rapporto fra roccia e cristallo: la posizione dei berilli, la loro terminazione, il contrasto cromatico. Qui il verde resta ancorato al suo contesto geologico, cosa che una gemma tagliata perde per sempre.
Smeraldo – Muzo – Boyaca, Colombia - SM123
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SM123
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