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Un nodulo di ossidiana grezza da Brehov, in Slovacchia, dal profilo compatto e irregolare. La superficie nera si presenta tutt'altro che liscia: è punteggiata da piccole cavità tondeggianti e da un solco netto che attraversa in diagonale una delle facce.
Le cupolette e le fossette visibili sul corpo del pezzo raccontano l'alterazione subita dal vetro vulcanico dopo la sua formazione: l'ossidiana esposta agli agenti atmosferici tende a corrodersi in modo puntiforme, lasciando micro-crateri. In alcune zone la matrice nera si schiarisce verso il grigio antracite, con qualche riflesso chiaro e un punto giallastro lungo la frattura centrale. I bordi restano spigolosi, senza arrotondamenti da trasporto.
L'ossidiana nasce quando una lava ricca di silice si raffredda troppo in fretta perché i cristalli possano organizzarsi: il risultato è un vetro naturale, amorfo, con la classica frattura concoide. L'area di Brehov, nella Slovacchia orientale, rientra nel vulcanismo neogenico dei Carpazi, un contesto che ha prodotto vetri vulcanici noti ai collezionisti europei.
L'ossidiana slovacca è meno diffusa nelle collezioni rispetto ai materiali islandesi, messicani o armeni, e per questo un esemplare grezzo con località precisa ha valore documentario. Un pezzo non lavorato conserva la texture originale della superficie, informazione che il taglio e la lucidatura cancellano del tutto.
Ossidiana 8g – Brehov, Slovakia - OB145
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OB145
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