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Un frammento di ossidiana grezza da Brehov, in Slovacchia, dal profilo allungato e irregolare, con una faccia interamente coperta da una texture a piccole conche ravvicinate che restituisce alla luce un effetto smerlato, quasi a squame.
La texture che si vede in foto nasce dalla frattura concoide, il modo tipico in cui il vetro vulcanico si rompe: ogni distacco lascia una cavità curva e lucida. Qui le conche sono minute e sovrapposte, e alternano zone nero pieno a riflessi grigio fumo lungo i bordi, dove lo spessore si assottiglia e la massa lascia intravedere una translucenza appena accennata.
L'ossidiana è lava riolitica raffreddata così rapidamente da non riuscire a organizzarsi in cristalli: resta vetro. I giacimenti slovacchi come Brehov appartengono al vulcanismo dei Carpazi orientali e restano poco rappresentati nelle collezioni italiane, dove circolano soprattutto materiali messicani e armeni. Per chi costruisce una raccolta per località, l'ossidiana Brehov è quindi una casella non banale da riempire.
Il pezzo è piatto e maneggevole, con un lato più spesso e uno che si chiude a spigolo vivo. I margini sono naturali, non lavorati, e mostrano il tipico taglio netto del vetro. Sulla superficie compaiono alcuni punti chiari isolati, minuti, che spiccano sul fondo scuro.
Ossidiana 47,7g – Brehov, Slovakia - OB214
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OB214
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