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Un frammento di ossidiana grezza da Brehov, in Slovacchia, dal profilo allungato e affusolato, quasi a goccia. La superficie è grigio scura, opaca per l'alterazione, punteggiata di cavità tondeggianti e di piccole incrostazioni chiare e ocra.
Il pezzo si legge tutto in superficie: da un lato la roccia è più liscia e compatta, dall'altro si apre una fascia butterata di vacuoli millimetrici e depressioni irregolari. I bordi restano spigolosi, con qualche scheggiatura che lascia intravedere il vetro sottostante, mentre le macchie biancastre e i granuli color ruggine seguono le fessure. Alla luce diretta la punta appare leggermente più traslucida rispetto al corpo centrale.
L'ossidiana slovacca nasce dal vulcanismo neogenico dell'area carpatica: lave riolitiche raffreddate troppo in fretta perché i cristalli potessero formarsi, congelate allo stato vetroso. I depositi della Slovacchia orientale, Brehov compreso, appartengono allo stesso distretto che ha rifornito di materia prima le comunità preistoriche del bacino danubiano, e per questo l'ossidiana Brehov è un riferimento noto anche in ambito archeometrico.
Non è un pezzo levigato da vetrina, ma un campione di località: conserva la crosta di alterazione e la forma naturale con cui è stato raccolto. Chi costruisce una collezione per provenienze cerca proprio questo, un esemplare riconoscibile e non ritoccato.
Ossidiana 38,1g – Brehov, Slovakia - OB001
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OB001
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