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Un blocco allungato di ossidiana grezza da Milos, con profilo asimmetrico e una strozzatura laterale che gli dà l'andamento di un corpo di rettile. Tutta la superficie è coperta da un fitto reticolo di solchi sinuosi che ricorda una pelle squamata.
Il nome nasce dall'aspetto: il vetro vulcanico esposto a lungo agli agenti atmosferici sviluppa una patina opaca che si crepa in disegni vermicolati, grigio-verdi e bruni, simili a scaglie. Qui il motivo è continuo su tutto il pezzo, con qualche zona più liscia e scura in cui il vetro nero originario riaffiora sotto la crosta alterata. I bordi sono arrotondati, la massa completamente opaca.
Milos è uno dei giacimenti di ossidiana più antichi del Mediterraneo: il vetro si forma quando una lava ricca di silice si raffredda troppo in fretta perché i minerali possano cristallizzare. Dall'isola greca l'ossidiana veniva esportata già in epoca preistorica per farne lame e strumenti taglienti, e ancora oggi l'ossidiana Grecia resta un riferimento per collezionisti di materiali vulcanici.
Un esemplare di questo tipo si apprezza ruotandolo sotto una luce radente: l'illuminazione laterale esalta il rilievo dei solchi e le differenze fra la crosta alterata e le finestre di vetro compatto. Sta in piedi appoggiato sul lato più largo o si tiene in mano, dove il peso specifico del vetro vulcanico si avverte subito.
Ossidiana Dragonglass 158,2g – Milos, Grecia - OD001
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OD001
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