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Un ciottolo ovale di ossidiana grezza dal profilo a goccia, interamente rivestito da una crosta grigio-verde percorsa da rilievi e solchi intrecciati: è questa superficie squamosa, simile a una pelle di rettile, a valere all'ossidiana di Milos il soprannome di dragonglass.
La texture che si vede in foto non è lavorata: nasce dall'alterazione superficiale del vetro vulcanico esposto agli agenti atmosferici. Il guscio opaco, grigio con sfumature calde e ruggine lungo i bordi inferiori, avvolge il nucleo nero e vetroso. Alcune creste catturano la luce con piccoli lampi lucidi, dove la patina è più sottile. I bordi sono arrotondati, senza fratture fresche.
Milos, nelle Cicladi, è uno dei giacimenti di ossidiana più antichi del Mediterraneo: il vetro vulcanico dell'isola circolava già nel Neolitico, lavorato in lame e punte e trasportato via mare per centinaia di chilometri. Un'ossidiana Grecia con una storia archeologica documentata, oggi ricercata dai collezionisti proprio nella forma naturale a ciottolo.
Nell'ossidiana drago il valore espositivo sta tutto nel contrasto fra crosta e cuore: pezzi interi, con la patina continua e non scheggiata, sono preferiti a quelli spaccati. Questo esemplare si regge in piedi appoggiato sulla base larga e mostra il disegno della superficie su entrambi i lati.
Ossidiana Dragonglass 103,9g – Milos, Grecia - OD006
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OD006
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