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Quindici noduli di ossidiana grezza dai Carpazi slovacchi, tutti con la caratteristica superficie a squame sovrapposte che nel gergo dei collezionisti vale il soprannome di riccio: forme ovoidali e a goccia, dal nero pieno al verde-grigio traslucido controluce.
La scorza non è un intaglio ma il risultato della corrosione naturale: acque e terreni acidi attaccano il vetro vulcanico lungo le fratture concoidi, isolando placchette poligonali che si sollevano come scaglie. Nei pezzi in foto il disegno è ben leggibile, con rilievi arrotondati e solchi profondi che seguono la curvatura del nodulo; alcuni bordi mostrano gradini netti, altri sono smussati dal rotolamento.
L'ossidiana Slovacchia proviene dal vulcanismo neogenico della catena carpatica, dove lave riolitiche raffreddate troppo in fretta per cristallizzare hanno formato vetro naturale. I noduli si recuperano sciolti nei sedimenti, già liberati dalla roccia madre. È materiale storicamente noto in Europa centrale e, tra le ossidiane, l'ossidiana Carpazi si distingue proprio per questa scorza a scaglie.
In un lotto come questo l'interesse sta nella varietà: si vedono esemplari quasi opachi e altri che lasciano passare la luce con toni oliva e fumé, oltre a differenze di forma tra le goccie allungate e i noduli tozzi. Utili per confronto, per un cassetto sistematico o per selezionare il pezzo con il rilievo più marcato.
Ossidiane carpatiche 34,8g (Riccio) – Slovakia - OBJVEL5
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