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Una lamina sottilissima di ossidiana grezza dai Carpazi, sfogliata dal tempo fino a ridursi a un reticolo di creste. Nella foto il pezzo appare grigio argenteo controluce, con un profilo dentellato che spiega il soprannome hedgehog.
La superficie non è liscia ma percorsa da cordoni rilevati che si incrociano, delimitando piccole conche poligonali: un disegno che ricorda un alveare irregolare. È il risultato dell'erosione differenziale, che ha consumato le zone più vulnerabili del vetro vulcanico lasciando in rilievo le linee più resistenti. Ogni cavità ha profondità e forma proprie, quindi il pattern non si ripete mai da un esemplare all'altro.
I bordi sono frangiati, con punte corte e irregolari che sporgono lungo tutto il contorno e danno al profilo un aspetto spinoso, da riccio. Questa morfologia nasce dove il reticolo si interrompe: le creste terminano libere, senza vetro che le colleghi. Nella foto, tenuto tra due dita, il pezzo mostra anche quanto sia esile: una scaglia piatta più che un frammento massiccio.
L'ossidiana della Slovacchia si forma dal raffreddamento rapidissimo di lava riolitica, senza tempo per organizzarsi in cristalli. I frammenti dei Carpazi affiorano in campi e sedimenti, dove decenni di esposizione producono proprio queste forme scolpite: materiale ricercato da chi colleziona ossidiana dei Carpazi per la texture, più che per il volume.
Ossidiana carpatica – Hedgehog – 0,4g - OBJ260
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