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Frammento di matrice ferruginosa da Zlate hory, in Repubblica Ceca, che ospita oro nativo grezzo. La massa è irregolare e compatta, dominata da toni ocra e arancio ruggine, con croste brune più scure e zone biancastre di quarzo affioranti tra le cavità.
La livrea giallo-arancio non è oro: è il risultato dell'ossidazione dei solfuri di ferro presenti nel giacimento. In superficie i minerali metallici si alterano in ossidi e idrossidi che tingono la roccia di ocra, ruggine e bruno. Proprio in queste zone alterate l'oro tende a concentrarsi, liberato dalla matrice originaria. La texture del campione è spugnosa e porosa, con incrostazioni polverose e bordi frastagliati, tipica di questo tipo di roccia.
L'oro nativo di Zlate hory si presenta in granuli minutissimi, che vanno individuati con una lente contro una luce radente. È un esemplare da collezione sistematica più che da esposizione a distanza: il valore sta nella località e nell'associazione mineralogica, non nella dimensione del metallo.
Zlate hory, letteralmente montagne d'oro, deve il nome a un'attività estrattiva antichissima nella Slesia ceca. È una delle località classiche per l'oro nativo in Repubblica Ceca, oggi non più produttiva, e i campioni in circolazione provengono in buona parte da raccolte storiche.
Oro – Zlate hory, CZ - ZL112
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ZL112
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