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Su una matrice di quarzo bianco a superficie ruvida e minutamente cristallina spicca una macchia di oro nativo grezzo dal giallo caldo e metallico, ben visibile sul bordo superiore dell'esemplare proveniente da Zlate hory, in Repubblica Ceca.
La forma è irregolare, con contorni frastagliati e cavità che seguono la crescita del quarzo. Il fondo bianco opaco è punteggiato da inclusioni nere lucide e da piccoli aggregati di colore ottone distribuiti su tutta la faccia principale. L'oro forma una placca compatta nella parte alta, con qualche traccia minore più in basso, mentre i bordi restano spezzati e naturali, senza alcuna lucidatura.
Il nome della località significa letteralmente montagne d'oro: l'area della Slesia ceca è stata coltivata per il metallo fin dal medioevo, prima nei depositi alluvionali e poi nelle vene di quarzo aurifero incassate nelle rocce metamorfiche. Gli esemplari di oro nativo dalla Repubblica Ceca sono oggi poco frequenti sul mercato, perché l'attività estrattiva storica è cessata e il materiale in circolazione proviene in gran parte da vecchie collezioni.
In una matrice di questo tipo conta la visibilità dell'oro sulla faccia principale e il contrasto con il quarzo chiaro, che qui è netto. Un esemplare non lavorato conserva il rapporto originale fra metallo e roccia ospite, informazione che una pepita isolata perde: è la ragione per cui l'oro nativo di Zlate hory viene cercato proprio in matrice.
Oro – Zlate hory, CZ - ZL190
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ZL190
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