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Un frammento di roccia ferruginosa da Zlate hory, dove l'oro nativo grezzo si annida nelle cavità della matrice ossidata. Il pezzo si presenta come un blocco irregolare dai toni ocra e ruggine, con superficie spugnosa e bordi spezzati, montato nella sua scatolina da collezione.
La roccia ha un colore che varia dall'arancio acceso al bruno scuro, con zone più chiare quasi biancastre nella parte centrale. La superficie è fortemente vacuolare, punteggiata di cavità e rilievi che le danno un aspetto poroso. Su un lato si distingue una piccola porzione metallica di tonalità più chiara, incassata nella cavità. Il materiale è completamente opaco, i bordi netti e irregolari come da frattura naturale.
Il nome della località significa letteralmente monti d'oro: si tratta di uno dei distretti auriferi storici della Slesia ceca, sfruttato fin dal medioevo. L'oro nativo della Repubblica Ceca compare qui associato a mineralizzazioni solfuriche in seguito ossidate, e la matrice color ruggine che si osserva è proprio il prodotto di quell'alterazione superficiale. Gli esemplari con oro visibile in gangue restano tra i più cercati dai collezionisti di località europee.
L'oro si apprezza qui con una lente: la grana metallica è minuta e va cercata dentro le cavità. È il tipo di esemplare che si tiene nella scatola trasparente e si osserva ruotandolo alla luce, tipico delle collezioni sistematiche per località.
Oro – Zlate hory, CZ - ZL070
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ZL070
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