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Un frammento di roccia mineralizzata da Zlate hory, in Repubblica Ceca, dove l'oro nativo grezzo si presenta disseminato nella matrice anziché in pepite isolate. Due frecce gialle applicate sulla superficie segnalano i punti da esaminare con la lente.
Il campione ha profilo irregolare, quasi triangolare, con base spessa e bordi frastagliati lasciati dalla frattura naturale. La superficie è fortemente porosa, percorsa da cavità e vacuoli millimetrici. I colori alternano ocra, ruggine e bruno scuro delle porzioni ossidate a zone biancastre e grigie di aspetto siliceo, con qualche velatura verdognola. L'insieme è opaco, senza porzioni trasparenti.
Il nome Zlate hory significa letteralmente "monti d'oro": è uno dei distretti auriferi storici della Slesia ceca, sfruttato per secoli e oggi non più attivo per l'estrazione. Il materiale che arriva sul mercato collezionistico proviene quindi da giacenze limitate, ed è questo il motivo per cui l'oro nativo della Repubblica Ceca viene cercato più per la provenienza che per il contenuto metallico.
Un pezzo di questo tipo si valuta come documento mineralogico: matrice ossidata, tessitura cavernosa e indicazione precisa del punto di osservazione. Trova posto in una collezione tematica dedicata ai giacimenti auriferi europei o alla mineralogia della Boemia e Slesia.
Oro – Zlate hory, CZ - ZL008
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ZL008
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