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Un frammento di opale prezioso grezzo che conserva ancora la matrice: da un lato la roccia chiara e polverosa che lo racchiudeva, dall'altro un cuneo di materiale traslucido attraversato da lampi di rosso, verde e azzurro.
La forma è irregolare, vagamente triangolare, con bordi vivi lasciati dalla frattura naturale. Il corpo dell'opale è quasi incolore e lascia passare la luce; al suo interno si accendono chiazze di gioco di colore, arancio e rosa nella zona centrale, verde acido verso il basso, con riflessi freddi lungo lo spigolo. La matrice grigio-beige forma una crosta ruvida su un lato, con un solco netto che la attraversa.
I depositi del Welo, nell'altopiano etiope, hanno reso disponibile dagli anni Duemila un opale idrofano che si forma dentro livelli vulcanici alterati, spesso ancora saldato alla roccia ospite. È proprio questa aderenza alla matrice a rendere interessanti i pezzi grezzi: mostrano il contesto in cui il gioco di colore è nato, cosa che una pietra tagliata perde.
Un esemplare non lavorato di opale prezioso del Welo si legge come campione mineralogico prima ancora che come gemma. Le superfici di frattura rivelano come la luce entra nel materiale e da quale angolo il gioco di colore si accende, dettaglio che in vetrina cambia a ogni rotazione.
Opale prezioso 3ct – Welo, Etiopia - OP300
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OP300
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