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Un nodulo di opale prezioso grezzo di Welo che conserva ancora l'anello di roccia chiara da cui è stato liberato: al centro il corpo scuro, quasi vitreo, si apre su lampi arancioni, rossi e verdi che affiorano da sotto la superficie.
La zona liberata dalla matrice è lucida e traslucida, con toni che passano dal grigio fumo al bruno profondo verso il bordo inferiore. Nella parte centrale si riconoscono placche di colore ben delimitate: un gruppo arancio-rosso acceso e chiazze verdi che si accendono e si spengono ruotando il pezzo. Sottili fratture attraversano la superficie, tipiche del materiale grezzo, mentre il perimetro resta irregolare e coperto dal sedimento chiaro originario.
Gli opali della provincia di Welo si formano in livelli sedimentari e vulcanoclastici dell'altopiano etiope, dove la silice idrata riempie cavità e fessure. È un materiale spesso idrofano, cioè capace di assorbire acqua e cambiare temporaneamente trasparenza: una caratteristica che distingue l'opale prezioso etiope da quello australiano e che va tenuta presente nella conservazione.
Chi colleziona opale prezioso Welo apprezza gli esemplari lasciati parzialmente nella roccia madre: raccontano il contesto di giacimento e mostrano il rapporto tra nodulo e sedimento ospitante, informazione che una pietra tagliata perde completamente.
Opale prezioso 17,5ct – Welo, Etiopia - OP263
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OP263
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