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Un pendente in azurite a goccia burattata, dove il blu profondo dell'azurite convive con chiazze verdi di malachite e piccoli riflessi dorati sparsi sulla superficie. La montatura in argento è ridotta a un semplice cappuccio, così che la pietra resti protagonista.
Sono due carbonati di rame che nascono nelle zone di alterazione dei giacimenti cuprosi. L'azurite, più ricca di anidride carbonica, tende a trasformarsi progressivamente in malachite quando cambiano le condizioni di umidità: le macchie verdi che si vedono in superficie sono proprio questo passaggio in corso, congelato nella pietra. Non è un difetto, ma la firma del processo chimico che ha generato il campione.
Su un materiale tenero e composito come questo, il taglio a faccette avrebbe poco senso: la burattatura arrotonda le forme, chiude i microrilievi tra le due specie e rende la superficie continua e piacevole al tatto. Nella goccia si leggono zone lucide alternate ad aree più opache e granulose, dove la matrice è meno compatta. I bordi risultano morbidi, senza spigoli.
L'azurite non ama acidi, calore prolungato e detergenti aggressivi, e il colore può alterarsi con esposizioni intense alla luce diretta. Meglio riporre il pendente separato dagli altri gioielli e pulirlo con un panno morbido asciutto, evitando bagni a ultrasuoni.
Ciondolo in argento con azurite e malachite - SP/AZ01
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SP/AZ01
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