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Cabochon a goccia dal blu profondo, con la punta arrotondata e la base ampia. Questo lapis lazuli cabochon mostra una rete di venature grigio-biancastre di calcite che attraversa il corpo della pietra, insieme a piccoli punti chiari sparsi sulla superficie lucidata.
Il colore non è uniforme: si passa da zone di blu intenso, quasi elettrico, ad aree più fredde e velate dove la calcite si infittisce. Verso la punta il tono si schiarisce e diventa leggermente grigiastro, mentre lungo il fianco destro il blu resta compatto. La superficie, opaca alla luce, riflette in modo morbido e continuo, senza fratture visibili sui bordi.
Il lapis lazuli dell'Afghanistan proviene dai calcari metamorfosati del Badakhshan, dove la lazurite si è formata per contatto tra rocce carbonatiche e intrusioni magmatiche. È la fonte storica del materiale usato nell'antichità e poi come pigmento oltremare, e resta il riferimento con cui si confrontano tutte le altre provenienze.
In un cabochon come questo si valutano la distribuzione delle venature e il modo in cui la forma segue la trama della pietra. Il taglio a goccia si presta a un incastonatura a pendente, ma anche a essere tenuto come esemplare da mano: nella tradizione dei cristalli il lapis è tra le pietre più associate alla meditazione.
Lapis lazuli cabochon – Afghanistan - LLK03
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LLK03
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