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Un labradorite cabochon a goccia dal Madagascar, con la cupola lucidata che accende una labradorescenza blu intensa: una fascia azzurra taglia il centro della pietra, mentre i bordi restano grigio-bruni e quasi opachi.
Guardando la cupola si nota un fitto disegno di linee scure incrociate, quasi una griglia, che attraversa la zona blu. Sono le lamelle di geminazione tipiche dei feldspati plagioclasi: l'alternanza di strati a composizione leggermente diversa è proprio ciò che diffrange la luce e genera il bagliore. Qui il reticolo resta visibile a occhio nudo e diventa parte del carattere del pezzo.
La labradorescenza è direzionale: inclinando la pietra il blu si accende su una porzione e lascia il resto in ombra grigio-verde. In questo cabochon il fuoco è concentrato nella metà centrale e superiore, con toni che passano dall'azzurro chiaro al blu profondo, mentre il margine inferiore e il perimetro restano scuri, con qualche riflesso brunito.
Il Madagascar è oggi la principale fonte di labradorite da taglio, estratta da rocce basiche intrusive. Le lavorazioni a cabochon come questa privilegiano la cupola bassa e ampia, che apre la finestra sul gioco di colore. Nella tradizione dei cristalli la labradorite è associata all'intuizione, e molti la scelgono per questo oltre che per l'aspetto.
Cabochon di labradorite – Madagascar - LK61
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LK61
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