Tasse incluse. Spedizione calcolato al momento del pagamento.
Un frammento allungato di irgizite grezzo, nero e affusolato, appoggiato su un dischetto di ovatta bianca dentro la sua scatola trasparente. La superficie è opaca, percorsa da solchi e pieghe longitudinali che ne seguono l'asse maggiore, con un'estremità più arrotondata dell'altra.
Il pezzo ricorda una goccia stirata: bordi irregolari, spigoli smussati, nessuna trasparenza apparente alla luce diretta. Il nero è uniforme, con qualche riflesso più chiaro sui rilievi dove la superficie sporge. Le piccole depressioni puntiformi e le scanalature sinuose sono la traccia lasciata dal vetro fuso mentre si raffreddava in volo, prima di ricadere al suolo.
L'irgizite Zhamanshin proviene dall'omonima struttura da impatto nel Kazakistan occidentale, una delle poche al mondo che abbia prodotto sia tektiti vere e proprie sia vetri d'impatto locali. Il materiale nacque dalla fusione istantanea delle rocce bersaglio, schizzate in atmosfera e solidificate in gocce, fili e frammenti aerodinamici. Le dimensioni contenute sono la norma per questa località.
Chi costruisce una collezione di tektiti considera l'irgizite del Kazakistan un tassello meno comune rispetto a moldavite o indochinite. La scatola trasparente con l'etichetta permette di conservare e mostrare il pezzo senza manipolarlo, cosa utile con vetri d'impatto dalla superficie fragile e ricca di dettagli fini.
Irgizite in scatola – Zhamanshin, Kazakistan - IR030
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IR030
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