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Un frammento di irgizite grezzo dal cratere di Zhamanshin: nero opaco, allungato e leggermente arcuato, con una superficie fitta di piccole cavità tondeggianti e rilievi vetrosi che catturano la luce in riflessi grigi lungo i bordi irregolari.
La faccia visibile alterna zone lisce e lucide a tratti più ruvidi e bucherellati, con incavi sferici e sottili solchi che corrono in direzione della lunghezza. I margini sono frastagliati, con qualche scheggiatura e una piccola protuberanza laterale. Nei punti più sottili, contro luce diretta, il nero vira verso un bruno profondo, tipico di questi vetri d'impatto.
Le irgiziti provengono da un solo posto al mondo: la struttura da impatto di Zhamanshin, in Kazakistan. Si formarono dalla fusione istantanea delle rocce bersaglio, schizzate in aria come goccioline di vetro fuso e raffreddate in volo. Da qui le forme contorte, i filamenti e le superfici vescicolari che distinguono l'irgizite Zhamanshin dalle tektiti a distribuzione ampia come le moldaviti o le indochiniti.
Un esemplare piccolo e integro come questo funziona bene in una collezione tematica di vetri d'impatto, accanto a materiali provenienti da crateri diversi. Chi colleziona irgiziti guarda soprattutto alla conservazione della superficie originale di raffreddamento, che qui è ben leggibile su quasi tutto il pezzo.
Irgizite 0,77g – Zhamanshin, Kazakistan - IR020
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IR020
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