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Un filamento nero allungato, leggermente arcuato, che si assottiglia verso l'alto e termina in basso con un rigonfiamento a goccia: questa irgizite grezzo del cratere di Zhamanshin conserva la forma che il vetro fuso assunse mentre volava in aria.
Le irgiziti non vengono modellate dopo la caduta: la loro sagoma è quella del liquido raffreddato in traiettoria. Qui si legge bene la torsione del corpo principale, con una leggera piega a metà lunghezza e una punta che si restringe come uno schizzo interrotto. L'estremità inferiore, più massiccia e arrotondata, corrisponde alla parte che trascinava la massa maggiore del filamento.
Tutto il corpo è coperto da piccole cavità tondeggianti e depressioni irregolari, alcune allineate lungo i fianchi, altre isolate. Il colore è nero opaco con qualche riflesso grigiastro dove la luce coglie i bordi delle bollosità. Il pezzo è completamente opaco, senza trasparenze visibili nemmeno sulle porzioni più sottili.
L'irgizite kazakistan proviene da un solo posto al mondo: il cratere da impatto di Zhamanshin, nella steppa degli Aktobe. Accanto alle irgiziti vetrose vi si trovano gli zhamanshiniti, vetri di impatto dall'aspetto molto diverso. Per un collezionista di tektiti, l'irgizite Zhamanshin resta un materiale poco comune e ben riconoscibile per morfologia.
Irgizite 0,3g – Zhamanshin, Kazakistan - IR036
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IR036
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