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Un frammento allungato e sottile di irgizite grezzo, nero opaco, che si assottiglia verso l'alto in una punta irregolare. La superficie è bollosa, punteggiata da cavità tonde e microcrateri, con qualche piccola sporgenza chiara lungo il margine inferiore.
Le irgiziti si presentano spesso in forme filiformi, a goccia, a manubrio o a schizzo: sono gocce di fuso raffreddate in volo, non frammenti spezzati da una massa maggiore. Questo esemplare mostra proprio quel profilo affusolato, con un lato leggermente concavo e uno più gibboso, e un piccolo gradino asimmetrico a metà corpo che segna la torsione del liquido durante il volo.
Il vetro si è solidificato mentre i gas al suo interno stavano ancora uscendo: da qui le vescicole aperte e i vacuoli tondi visibili sulla superficie, tipici delle irgiziti e ben diversi dalla scultura a incisione della moldavite. È una texture ruvida al tatto, che sotto luce radente restituisce riflessi vitrei sui bordi delle cavità.
L'irgizite Kazakistan proviene da un'unica area: il cratere di Zhamanshin, nella steppa degli Urali meridionali. È tra le poche località al mondo dove il materiale d'impatto vetroso si trova ancora sul posto, ed è questo a rendere l'irgizite Zhamanshin un pezzo ricercato dai collezionisti di tektiti.
Irgizite 0,22g – Zhamanshin, Kazakistan - IR015
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IR015
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